Cronologia del Lanificio di Arcidosso


Cronologia del Lanificio di Arcidosso

1877 — La fondazione del lanificio

Nel 1877 Samuele Guarducci e i soci della cosiddetta “Società dei Pigopi” avviarono la costruzione del Lanificio di Arcidosso nella valle dell’Acqua d’Alto, scegliendo l’area per l’abbondanza di acqua e per la presenza di allevamenti ovini sul Monte Amiata.

Nacque così uno dei più importanti opifici tessili del territorio amiatino.

Fine Ottocento — L’avvio della produzione

Nei primi anni di attività il lanificio iniziò la produzione di:

  • coperte;
  • tappeti;
  • sopracoperte;
  • tessuti per vestiario;
  • manufatti in lana.

Parte dei macchinari proveniva da un lanificio romano danneggiato dall’alluvione del Tevere del 1870.

Costruzione delle opere idrauliche

Per alimentare i macchinari dell’opificio venne realizzato un complesso sistema idraulico basato sulle acque dell’Acqua d’Alto.

Furono costruiti:

  • canali;
  • bottini di carico;
  • condotte;
  • opere murarie;
  • sistemi di derivazione;
  • turbine azionate dalla forza dell’acqua.

L’acqua rappresentò per decenni il vero motore del lanificio.

1901 — La gestione Torracca

All’inizio del Novecento il documento riporta la presenza della ditta “Marcheselli Guarducci & Torracca”, segno del crescente coinvolgimento della famiglia Torracca nella gestione dell’opificio.

1914 — “Guarducci & Torracca”

Nel 1914 il lanificio risultava gestito dalla società “Guarducci & Torracca”, confermando il consolidamento della presenza della famiglia Torracca nella direzione industriale del complesso.

I primi decenni del Novecento — Gli Ariani e Edoardo Pozzi

Nel corso del Novecento la famiglia Ariani entrò profondamente nella storia del lanificio e delle opere idrauliche dell’Acqua d’Alto.

Tra le figure più importanti emerge Edoardo Pozzi, marito di Aldina Ariani, ricordato come amministratore dell’opificio e collaboratore nella realizzazione del primo acquedotto cittadino di Arcidosso.

Il declino della produzione tessile

Con il passare degli anni il lanificio iniziò lentamente a perdere importanza produttiva.

Le trasformazioni economiche e industriali del Novecento portarono al progressivo ridimensionamento dell’attività tessile e all’abbandono di parte delle strutture dell’opificio.

La terra rossa

Dopo la fase industriale legata alla lana, l’area dell’Acqua d’Alto fu interessata dall’estrazione della cosiddetta terra rossa, materiale colorante presente nel sottosuolo della valle.

L’attività estrattiva trasformò profondamente il paesaggio dell’antico complesso industriale.

Oggi — Memoria e archeologia industriale

Oggi il Lanificio di Arcidosso si presenta come una testimonianza storica e archeologica del passato industriale del Monte Amiata.

Tra boschi, sorgenti e resti delle opere idrauliche sopravvivono ancora le tracce di una lunga storia fatta di lavoro, acqua, lana e trasformazioni del territorio.


Fonti storiche

Testi, documenti e informazioni storiche tratti da “Il lanificio di Arcidosso” di Giacomo Ariani, pubblicato in Arcidosso, il tempo che fu (2005).